Novara è la più lombarda delle città piemontesi, più vicina a Milano che a Torino sia geograficamente che ideologicamente. Nella storia ha avuto parecchi contendenti, i Visconti, i Sabaudi, gli austriaci e i francesi, solo per citarne qualcuno. Ma Novara fa da sé, e lo fa bene.
Riso e Gorgonzola, vanto locale
Il prodotto più famoso della zona è sicuramente il riso che viene coltivato nelle campagne in modo massiccio. È uno spettacolo viaggiare per le vie che collegano i paesi della Bassa Novarese circondati da quello che vien da loro definito «il mare a quadretti». Tra le molte qualità di riso, di certo la più conosciuto è il riso superfino Carnaroli diffuso in tutta Italia e ottimo per la preparazione di risotti. Ma questa è la zona del Razza 77, varietà autoctona quasi scomparsa perché soppiantata negli anni Settanta dai risi oggi più comuni. Tuttavia, il Razza 77 è adesso al centro di un progetto di rivalutazione.
Sui chiama Gorgonzola, e prende il nome dal paese in provincia di Milano, ma a Novara è riuscito a diventare il formaggio per eccellenza. Dolce o piccante che sia, ogni novarese ha il suo preferito e il Consorzio che protegge questa DOP è formato da ben 40 produttori. Fra i più rinomati il caseificio Mario Costa che ha una rivendita in corso Vercelli 3, e in corso Risorgimento 52 si trova la Casa del Gorgonzola.
Paniscia, cassola e rustida
Tra i piatti tipici il posto d’onore spetta alla paniscia alla novarese (risotto con verze, fagioli borlotti e salame della duja) chiamato così perché prima al posto del riso veniva usato il panìco, cereale di scarso pregio simile al miglio. Oltre alla paniscia si trovano nel menù: rane fritte, tapulone (stracotto di macinato d’asino tipico di Borgomanero), il bagnèt, l’oca alla novarese (farcita con macinato di vitello e riso), la cassola (d’oca o di maiale), la rustida (stracotto di maiale e cipolle col pomodoro). Per assaggiare le specialità più tradizionali possiamo andare al Ristorante Antica Osteria ai Vini, al Circolo della paniscia o, per finire, alla Trattoria Cavallino Bianco.

Leggi anche
Come si mangia nel bistrot stellato di Torino (e in quello di Novara) di Antonino Cannavacciuolo
Biscottini e panettone
I biscottini di Novara sono composti da 3 semplici ingredienti, farina, uova e zucchero, e sono ancora cotti due volte, prima infornati e poi messi a essiccare a una temperatura più dolce. La loro storia risale al Cinquecento, quando venivano fatti dalle monache per i giorni di festa e utilizzati come dono al clero romano. Nel 1852 la famiglia Camporelli ha ripreso la tradizione e l’ha perfezionata tanto che ancora oggi possiamo trovare i loro Biscottini a Novara, nella storica sede di vicolo Monte Airolo, a pochi passi da corso Cavour. Non antico come i biscottini, è stato da poco proclamato dolce tipico della tradizione novarese il pane di san Gaudenzio. Una sorta di panettone che viene ancora preparato con la loro ricetta storica dalla pasticceria Gramigni. Veniva consumato inizialmente per la festa patronale, ed è poi successivamente diventato un dolce per tutte le festività.
Cipolla Slow Food e salumi sotto strutto
Nelle cittadine di Cureggio e Fontaneto potrete trovare la cipolla bionda, presidio Slow Food. Viene messa nelle zuppe, nei risotti, stufata col salame o inserita negli stufati e brasati. La sua caratteristica dolcezza dà un tocco in più ai piatti della tradizione locale. Verdure a parte, non mancano i salumi e sono in prevalenza di maiale, come i salamini “della duja” e le “fidighine” (con il fegato) che vengono conservati in orci di terra cotta, chiamati appunto “duje” e ricoperti con dello strutto per conservarlo, il salame rimane fresco, molto morbido e vellutato. Oltre a questi sono noti anche quelli d’oca, cotti o crudi, come da loro tradizione e della confinante Mortara (PV). Possiamo trovarli tutti nella storica salumeria Moroni in via Avogadro 1, assieme a un’ampia scelta di prodotti della gastronomia locale.
In giro per Novara
Parcheggiando in piazza Martiri della Libertà, e proseguendo lungo via Rossetti, scoprirete bellezze del Neoclassico come, il teatro Coccia, la cattedrale di Santa Maria Assunta, il Broletto, e arrivati in piazza delle Erbe basterà alzare gli occhi verso nord per vedere la cupola della basilica di San Gaudenzio. La statua dorata del Cristo Salvatore vi guiderà tra le strade del centro aiutandovi a raggiungerla. Il campanile della basilica, progettato da Alessandro Antonelli è il secondo più alto del Piemonte, ben 121 m di altezza. Se amate l’avventura e non soffrite di vertigini, potete salire fino in cima. Attorno a Novara ci sono interessanti itinerari da percorrere in bici nella natura del parco Naturale del Ticino. Molte altre idee e possibilità le potete scoprire sul sito di Atl Novara.
0 Commentaires