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Pre-Cop 26 di Milano contro la crisi climatica

In atto in questi giorni, fino a domani 2 ottobre, la Pre-Cop presso il Centro Congressi di Milano, MiCO, il summit sul cambiamento climatico che dovrà elaborare le basi da inviare alla conferenza mondiale che si terrà a Glasgow tra poche settimane. A Milano si gettano quindi le basi per il risultato della Cop26, considerata l’ultima finestra di opportunità per correggere rotta, allineare i sistemi produttivi mondiali ai target dell’Accordo di Parigi del 2015 e frenare l’aumento delle temperature medie sotto i 2 gradi.

La Pre Cop: cos’è e perché importante

Ogni conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è preceduta da un incontro preparatorio che si tiene circa un mese prima, chiamato Pre-COP. La Pre-COP riunisce i ministri del clima e dell’energia di un gruppo selezionato di Paesi per discutere e approfondire alcuni dei temi negoziali chiave che saranno affrontati alla COP26. In quanto partner del Regno Unito per la COP26, l’Italia ospita in questi giorni la Pre-COP. Alla Conferenza partecipano circa 50 Paesi, i rappresentanti del Segretariato dell’UNFCCC, i presidenti degli Organi Sussidiari della Convenzione e una serie di attori della società civile che svolgono un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico o nella transizione verso lo sviluppo sostenibile. Questa sarà l’ultima opportunità formale e multilaterale per i ministri di dare forma ai negoziati nel dettaglio prima del vertice di Glasgow di novembre.

Largo ai giovani: Youth4Climate

Un evento a latere della riunione mondiale è Youth4Climate (appena terminato), la conferenza dei giovani che ha preceduto la Pre-Cop26. Con la consegna ai ministri dell’Ambiente delle proposte approvate, la conferenza dei giovani si chiude con una serie di richieste audaci e l’appello a fare di più per fermare il surriscaldamento globale. Il documento è oggetto di discussione in questi giorni, il cui passaggio di consegne è avvenuto alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del premier Mario Draghi, che ha incontrato a margine le attiviste Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli.
Nel documento finale della tre giorni milanese i giovani chiedono di chiudere entro il 2030 le industrie alimentate da fonti di energia fossili. Draghi: “Il G20 si impegni per contenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi…questa generazione, la vostra, è la più minacciata dai cambiamenti climatici. Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, un cambiamento. La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità”.

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