Per una vita intera, Ado e Alba Campeol sono stati inseparabili, nella vita privata come coppia marito e moglie che come ristoratori dello storico ristorante Le Beccherie, dove è nato il Tiramisù. La nota ristoratrice trevigiana è scomparsa a meno di due settimane dalla morte del marito, con il quale ha condiviso tanti anni di lavoro e di passione in cucina.
Solo pochi giorni fa è mancato Ado Campeol, oggi arriva la triste notizia che la signora Alba lo ha raggiunto. Una fine romantica dopo una vita insieme, che anche il Presidente della regione del Veneto Luca Zaia ha voluto così omaggiare: «Oggi Alba e Ado sono riuniti in quell’intesa che ha caratterizzato quel tempio dell’ospitalità e della tradizione gastronomica veneta che sono Le Beccherie a Treviso. È proprio dalla fantasia e dalla passione di soddisfare il palato dei clienti di Alba che è nato il Tiramisù – riporta così le parole del Presidente il TrevisoToday – Uno dei dolci più famosi della pasticceria internazionale, una bandiera del Veneto, che ha conquistato il mondo. Un’eccellenza che ha fatto del locale all’ombra di Palazzo dei Trecento un richiamo che ha varcato i confini. Ai familiari già provati dal recente lutto, esprimo le mie condoglianze con un pensiero di gratitudine ad Ado e Alba per aver contribuito a far apprezzare il Veneto a livello internazionale». Si aggiunge anche il sindaco di Treviso, Mario Conte: «Alba e Ado sono stati due personaggi straordinari che hanno scritto la storia della ristorazione trevigiana con il ristorante Le Beccherie e il Tiramisù. Un abbraccio alla famiglia».
Infatti, la storia del tiramisù è legata a doppio filo con quella del ristorante Le Beccherie di Piazza Ancillotto, in centro a Treviso. Questo è il luogo iconico dove il dessert italiano più famoso nel mondo è stato codificato per la prima volta, nel 1972, proprio qui la voce Tiramesù comparve nella carta dei dolci del ristorante. Alba Campeol è protagonista della nascita del tiramisù: nel 1955, in attesa del figlio Carlo, cerca ispirazione per un nuovo dessert nello “sbatutin” di uova, zucchero e caffè che le preparava la suocera per recuperare le forze. Insieme al pasticcere del locale Roberto Loli Linguanotto, comincia un lungo periodo di sperimentazione fino ad arrivare al tiramisù che conosciamo oggi tra il 1971 e il 1972. Nel 2010 la ricetta originale firmata Le Beccherie è stata depositata con atto notarile presso l’Accademia Italiana della Cucina.
Grazie, Alba e Ado Campeol.



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