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Le aziende italiane a supporto della biodiversità

Non basta più dire che un olio extravergine di oliva biologico è di altissima qualità. Oggi vogliamo conoscerne la storia, il territorio, il percorso fino alla tavola.

L’olio e la sua storia

Così è nato il Progetto Blockchain di Alce Nero che attraverso un QR code sulla bottiglia racconta che la Dop Terra di Bari Bitonto è spremuta entro 48 ore dalla raccolta di olive provenienti da 40mila olivi centenari coltivati nel Bio-Distretto delle Lame, con concimi organici che non impoveriscono il suolo né inquinano. alcenero.com

olio

Leadership Femminile

Conapi-Mielizia, la più grande cooperativa apistica d’Europa, ha fatto suoi gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. In pratica, il 60% dei ruoli chiave è affidato alle donne, sta eliminando l’uso della plastica e tutela oltre cinque miliardi di api, essenziali alla biodiversità. mielizia.com

api

Come una volta

Nostalgia della michetta con il salame? Il panino tipico di Milano, ormai quasi sparito, si trova nella panetteria di Iper La grande I, dove lo fanno secondo tradizione: venti ore di lievitazione, interno vuoto, zero mollica. iper.it

iper

Lavori in corso

La Guido Berlucchi, che ha lanciato il primo metodo classico in Franciacorta, è all’avanguardia anche nell’innovazione. Sta infatti sperimentando l’erbamat, vitigno autoctono nel disciplinare dal 2017. Oggi è una scommessa sia per l’identità territoriale sia perché, maturando più tardi di chardonnay e pinot nero e conservando alti livelli di acidità, sopporta meglio l’innalzamento delle temperature. berlucchi.it

Berlucchi-copia

Che bel mestiere

Fare i contadini è una tendenza. Per esempio, l’Alto Adige supporta i giovani che desiderano intraprendere i mestieri tradizionali, come Anna Folie che dopo gli studi è tornata al suo maso Sockerhof per coltivare ortaggi 100% naturali che vende direttamente (anche online). sockerhof.it; suedtirol.info

ortaggi

Malvasia per l’eucarestia

In uno dei chiostri di San Francesco della Vigna, chiesa palladiana nel cuore di Venezia, c’è un vigneto con cui i frati fanno il vino, da bere e per l’eucarestia. Dal 2019 se ne prendono cura gli agronomi di Santa Margherita che hanno sostituito refosco e teroldego con glera e malvasia ad alberello. Biologico e fatto a mano da sempre, il nuovo vino sarà anche certificato dalla vendemmia 2022. santamargherita.com

vigneto

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