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Castagne: mangiarle senza prendere peso

Le castagne sono il simbolo per eccellenza dell’autunno. Sono un frutto gustoso, al quale spesso rinuncia chi ha necessità di perdere peso. Eppure come qualsiasi altro alimento, le castagne sono un frutto che può essere consumato anche se si è a dieta. «Basta abbinarle con i cibi giusti, fare attenzione alle quantità e seguire alcuni piccoli accorgimenti, in grado di rendere questo alimento vantaggioso per la linea e la salute», dice la nutrizionista Valentina Galiazzo, specializzata in biochimica clinica. «Le castagne sono una buona fonte di vitamine del complesso B. Contengono vitamina B6 e B12, coinvolte nei processi del metabolismo. Offrono poi vitamina C e minerali tra cui il potassio e il magnesio, amici della circolazione. In più hanno un ridotto contenuto di grassi. Quindi contengono una serie di micronutrienti utili», dice l’esperta, che qui spiega quante e come mangiare le castagne per non rischiare di ingrassare.

La quantità consigliata di castagne

Le castagne sono un frutto energetico. «Contengono circa 100 calorie ogni 100 grammi se consumate crude. Il loro apporto calorico aumenta se vengono bollite e può essere quasi il doppio se sono consumate arrostite. Il suggerimento quindi è di mangiarle in ogni caso con moderazione, limitandosi a 6-7 castagne al giorno ed evitare di abbinarle nello stesso pasto ad altri cibi ricchi di amidi come la pasta, il pane, le patate e di zuccheri facilmente assorbibili compresa la frutta fresca. Il rischio è di aumentare il carico glicemico del pasto e stimolare una maggiore produzione di insulina, un ormone che favorisce il sovrappeso», spiega l’esperta.

Come mangiare le castagne

Le castagne possono essere consumate in ogni momento della giornata. «Sono perfette per la colazione per avere energia o al posto del dolce o della frutta a fine pasto oppure nelle zuppe insieme ai legumi per portare in tavola un ottimo piatto unico. Le castagne sono ideali poi anche all’ora della merenda per placare la voglia di qualcosa di buono e gustoso con uno snack naturale e a basso contenuto di grassi», dice la nutrizionista Valentina Galiazzo. «L’importante è riuscire sempre a bilanciare il loro impatto sulla glicemia». In che modo? «Abbinando questo frutto altamente amidaceo a fonti proteiche come lo yogurt o il latte al mattino e a merenda e a carne e derivati, pesce o legumi a pranzo e a cena e accompagnandole sempre e a una piccola quota di grassi benefici come quelli della frutta secca (noci, mandorle ecc.) o dell’olio extravergine d’oliva, che ne aumentano il potere saziante e ne riducono l’impatto sull’insulina e di conseguenza sulla linea e sulla salute».

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