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Dove mangiare bene in Abruzzo (perché non c’è solo il Reale)

L'agnello secondo la cucina di Villa Maiella
Zenobi a Colonnella ha il plus di una splendida vista
Grandissimo pesce alla Vecchia Marina di Roseto
D.One a Montepagano: ristorante diffuso (e suggestivo)
Risotto olio e zafferano: signature dish de La Bandiera a Civitella Casanova
SOMS: nuovo ristorante, di successo, a Pescara
Il baccalà con le verdure alla Taverna 58 di Pescara
Un posto di grande tradizione: Taverna de li Caldora a Pacentro
La famosa carbonara eroica dell'Osteria Corridore

«Non mi sento il padre del fenomeno Abruzzo, sono tutte buone insegne che c’erano già prima… Diciamo che ho acceso la luce: i critici hanno iniziato a venire in Abruzzo da me, e allora si sono accorti anche delle altre eccellenze». La grandezza di Niko Romito – lo chef abruzzese più premiato dalla guide e più famoso nel mondo – si vede anche in questo ragionamento. La regione dove sorge l’osannato Reale a Castel di Sangro (Tre Stelle Michelin, Tre Forchette del Gambero Rosso, Cinque Cappelli dell’Espresso…) è anche un luogo dove tra la costa e la montagna si mangia spesso in modo sorprendente, eccellente se ci si concentra sulla proposta del territorio. Siamo ancora fuori dalle grandi rotte turistiche e questo non è detto sia un male: buona parte di quanti amano l’Adriatico si fermano nella parte settentrionale delle Marche o proseguono per la Puglia. L’Appennino, legato agli sport invernali, sono stagionali. Quindi, a meno di determinati periodi dell’anno, l’affollamento è evitato.

Anche i vini sono al top

A conferma del nostro ragionamento sulla vocazione scarsamente turistica e della forte identità regionale, a parte il ristorante della famiglia Romito, le Stelle Michelin sono solo quattro, dove una leggera creatività e ambienti moderni non scalfiscono il legame strettissimo con il territorio. Esaltato in modo totale dalle migliori osterie, molto stimate da Slow Food per la cucina, la cantina (anche qui, mai sottovalutare l’Abruzzo: lo straordinario Trebbiano, il Pecorino e il Passerina, il Montepulciano…) e il prezzo corretto. L’ospitalità neppure citarla: è di casa, nel senso che senza tante smancerie o cerimonie, un abruzzese preso nel modo giusto diventa un vero amico. Consigli per le ordinazioni? Diciamo unicamente i piatti imprescendibili: pallotta casce e ova, la chitarra con i sughi di carne e di pesce; sagne e fasciul (pasta e fagioli), il brodetto alla vastese, gli arrosticini (quelli veri, da mangiarne a chili), bocconotti e ferratelle al dolce. E già con questo assaggio scoprirete il fascino culinario dell’Abruzzo «dolce e gentile» come scrisse Primo Levi. E ora la nostra selezione.

Al Metro – San Salvo (CH)

Uno spazio di design e dall’atmosfera minimal, ospita la creatura dei fratelli Fossaceca (Antonio in cucina, Nicola in sala), che hanno trasformato in ristorante gourmet la pasticceria di famiglia. Stellato dal 2013, ha una cucina fortemente legata ai sapori e alle tradizioni, con tanto mare: polpo, ricci, ostriche, scampi, ricci.

Villa Maiella – Guardiagrele (CH)

L’albergo con ristorante stellato della famiglia Tinari è una fattoria dove recuperare i prodotti buoni di una terra “generosa”, e un luogo dove si realizza un’idea di cucina che la racconta. In carta, sapori semplici, che sanno di campagna, quelli di una volta, come la Chitarra al ragù d’agnello e ricotta affumicata al ginepro o la Pallotta cac’ e ove.

Zenobi – Colonnella (TE)

La parola d’ordine è territorio: da un trentennio in questo ristoro di campagna con vista sulle vigne si servono piatti dove ogni elemento è ricercato il più possibile vicino. Dopo un assaggio di salumi, formaggi tipici e verdure di stagione della Val Vibrata, si gustano insalata di gallina e ferratelle, timballo alla teramana, capra alla neretese.

Vecchia Marina – Roseto degli Abruzzi (TE)

Una delle migliori trattorie “di mare” in Italia, gestita benissimo dalla famiglia D’Ignazio. Tutto ha inizio dalla freschezza assoluta del pescato, a partire dalla lunga sequenza di antipasti crudi e cotti, con tante “cosine” buonissime. Imperdibili i tagliolini Vecchia Marina, il guazzetto alla rosetana e la frittura di paranza

D.One Ristorante Diffuso – Montepagano (TE)

L’idea è sicuramente originale e suggestiva, mutuata dall’hôtellerie: creare un ristorante in ambienti storici, tra locali del XVII secolo finemente ristrutturati mantenendone l’impronta originale. In cucina regna Davide Pezzuto – stellato – con la passione per la terra, l’agricoltura, i prodotti semplici e genuini (anche di mare)

La Bandiera – Civitella Casanova (PE)

Una storia di famiglia, che si tramanda da una generazione all’altra. Gli Spadone propongono una cucina stellata, genuinamente del territorio, con piatti come i Maccheroni alla mugnaia con sugo di pomodori arrostiti o l’Insalata del “nostro orto” sulla brace, Kefir anice stellato e tartufo nero estivo. E gli arrosticini non deludono.

SOMS – Pescara

Prende il nome dalla “Società operaia mutuo soccorso” perché si trova nell’antica sede ben ristrutturata. Un ristorante informale, elegante e che riscrive la tradizione con un tocco piacevole: agnello fritto, maionese di Coratella, cicorietta e pecorino; sagne, fagioli, cocco, totano e rape; carré di vitello e salsa alla Ventricina e peperone di Altino.

Taverna 58 – Pescara

Una divertente e talvolta dissacrante interpretazione della cucina abruzzese, in un locale suggestivo con una forte impronta culturale, legata ai grandi autori regionali. Molti i piatti storici: fellata abruzzese, chitarrina con funghi e tartufi dell’aquilano, le fregnacce come a Cermignano, pecora della Maiella al tegame. Cantina di livello.

Taverna de li Caldora – Pacentro

Una roccaforte gastronomica nel cuore del Parco della Maiella, gestita dalla famiglia Cercone che esalta tutto il meglio delle produzioni locali, in gran parte a carattere agropastorale: dai formaggi alle carni, dai funghi ai tartufi. I piatti più golosi: insalata di funghi ovoli, sagnette con ricotta di capra e guanciale, pecora al cotturo.

Osteria Corridore – L’Aquila

Un punto di riferimento per la città, ristrutturato dopo il terremoto. I primi cambiano periodicamente, ma resta sempre la versione eroica degli spaghetti alla carbonara. E sono al top anche amatriciana e gnocchi con patate di montagna. Poi tanta carne di manzo, maiale e agnello. Dolci fatti in casa. Bella carta di vini abruzzesi e nazionali.

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